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Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità, Auser aderisce all’iniziativa lanciata da Libera

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4 luglio 2018
maglietta rossa

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo.
Comincia così l’appello lanciato dal presidente di  Libera don Luigi Ciotti  insieme a  Francesco Viviano, giornalista Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI perché il prossimo 7 luglio si indossi una maglietta rossa. Auser ha aderito all’appello.
“Di rosso era vestito il piccolo Alan, di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche – prosegue l’appello-  Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori. Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.”
Per adesioni  organizzazione@libera.it

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