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Toscana, la violenza nei confronti delle donne anziane. Una rilevazione condotta tra le iscritte Auser

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14 marzo 2019
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L’Osservatorio Sociale Regionale, in collaborazione con AUSER, ha affrontato all’interno del Decimo Rapporto sulla violenza di genere in Toscana,  un approfondimento sulla violenza verso le donne anziane.
Dei 108 femminicidi che dal 2006 al 2017 sono avvenuti in Toscana, in 45 casi hanno riguardato donne ultrasessantenni. A fronte di questo, però, gli accessi delle donne anziane ai Centri antiviolenza, ma anche ad altri servizi della rete, sono molto bassi. L’indagine svolta ha dunque cercato di rispondere a due necessità: da un lato avere informazioni sulla percezione della violenza da parte delle donne anziane, pur nella consapevolezza che i risultati presentati non possano essere generalizzati all’intera popolazione femminile afferente alla terza età, dall’altro iniziare un lavoro di sensibilizzazione attraverso la collaborazione del mondo delle associazioni. Tutte le oltre 500 donne intervistate, tranne una, hanno sentito parlare di violenza di genere, in 22 casi (4%) per esperienza personale o in famiglia. La maggior parte delle donne intervistate alla domanda “In una relazione stabile e duratura, il fatto che l’uomo voglia controllare sempre  tutte le attività della moglie” ritiene che tale comportamento sia inaccettabile. Il 6,7% di donne ritiene il controllo una dimostrazione di affetto, mentre per un altro 11,3% esso rappresenta una forma di gelosia accettabile. Il 26,8% delle donne che ha risposto alla domanda, indica una qualche possibile giustificazione per un comportamento violento da parte dell’uomo verso la donna. Le situazioni che maggiormente sono considerate una scusante sono legate alla gelosia (11,4%) e a situazioni di stress psicologico (10,4%). Il titolo di studio influenza significativamente queste due risposte, con un aumento della giustificazione verso l’uomo per chi ha titoli di studio più bassi. Per uscire da una situazione di violenza, secondo le donne intervistate, è opportuno rivolgersi alle Forze dell’Ordine (62,6%), ad un Centro antiviolenza (54,9%), ad un familiare (34,7%). Circa un quarto delle donne indica il servizio sociale, mentre il 13,6% ritiene di potersi rivolgere, tra gli altri, al proprio medico. Le ultime domande del questionario spostano il focus dalla violenza sulle donne in generale a quella sulle donne anziane. Il 56,7% ritiene che la popolazione femminile anziana sia a maggior rischio di subire violenza: si teme soprattutto la violenza da parte di sconosciuti, o del personale addetto alla cura, mentre i dati sui femminicidi mostrano come quelli che vedono come vittime donne anziane siano commessi soprattutto da partner o figli.
Di fronte ad un episodio di violenza, quasi il 10% delle donne non saprebbe a chi chiedere aiuto.

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