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San Luca (RC), le Olimpiadi della Legalità

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10 aprile 2017
olimpiadi della legalita

Verranno presentate l’11 aprile a San Luca (Reggio Calabria) le Olimpiadi della Legalità, un progetto finalizzato a promuovere un’educazione dei ragazzi mirata ai diversi ambiti: legalità, tutela della salute, educazione sportiva, etica, consumo consapevole. L’iniziativa intende inoltre promuovere l’aspetto sano, aggregante, formativo della competizione, contrapposto alla filosofia della vittoria ad ogni costo.
Il progetto, nato su iniziativa della Cgil e dell’Auser in collaborazione con l’AIC (Associazione Italiana Calciatori) è finanziato da Ebitemp, l’ l’Ente bilaterale dei lavoratori Interinali il cui statuto prevede il finanziamento di progetti che abbiano finalità di natura sociale.
L’iniziativa prevede tra l’altro la sistemazione di una palestra attrezzata e di un campo di calcio a cinque con tappeto sintetico, insieme allo svolgimento nel periodo estivo di uno stage di educazione allo Sport condotto dalla Associazione Italiana Calciatori. All’iniziativa parteciperà Simone Perrotta, Campione del Mondo 2006.
L’idea è nata sei mesi fa in occasione di un incontro che la Cgil Nazionale e la Cgil di Reggio Calabria ebbero a San Luca su iniziativa del Commissario di quel Comune che dal 2013 è sciolto per mafia. La storia di San Luca è nota e si può riassumere con questi brevi tratti.
Con meno di 4.000 abitanti, San Luca sembra schiacciata dall’ombra dei clan per le faide che ne hanno insanguinato le strade. “La gestione della palestra da parte dell’Auser – spiega Luciano Silvestri, responsabile Cgil nazionale legalità e sicurezza – oltre a coinvolgere i ragazzi dell’Istituto Scolastico Comprensivo Statale S. Luca-Bovalino, coinvolgerà anche la popolazione esterna, in una gestione aperta e coordinata con la preside. Questa iniziativa ha smosso già molte cose. La Cgil aveva infatti già segnalato a suo tempo al Governo che a San Luca esiste un campo di calcio a 11 completamente abbandonato ma con strutture (gradinate e spogliatoi) presenti e da ristrutturare. I ragazzi che si sono organizzati in una squadra di calcio sono costretti ad allenarsi e a giocare in un altro paese. Adesso sembra che il Governo e la Regione abbiano trovato le risorse per intervenire. Riappropriarsi del controllo sociale del territorio occupato dalle mafie, dare fiducia alle popolazioni, ritessere le fila di un rapporto stretto fra istituzioni e società civile è il modo per riconquistare terreni di legalità e dare sponda e concretezza alla voglia e al bisogno di riscatto”.
Il numero di alunni coinvolti direttamente nel progetto è di circa 300 di cui 10 disabili ma indirettamente, tramite i genitori, il sito web che coinvolge altri adolescenti, le istituzioni e il territorio, il progetto riguarderà circa 3 mila persone.

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