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L’Osservatorio Pari Opportunità e politiche di genere di Auser nazionale contro l’approvazione del Ddl Pillon su affido condiviso, mantenimento diretto e bigenitorialità

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27 settembre 2018
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L’Osservatorio Pari Opportunità e politiche di genere di Auser nazionale  impegnata a fianco della Cgil e delle associazioni femminili e femministe nel  contrastare l’approvazione  del Ddl Pillon su affido condiviso, mantenimento diretto e bigenitorialità.

Di seguito il Comunicato Stampa della Cgil  con la dichiarazione di Lorenda Taddei  responsabile politiche di genere della Cgil Nazionale.

Roma, 26 settembre – “Ancora nessuna risposta alla nostra richiesta di audizione urgente in Commissione Giustizia al Senato in merito al Ddl Pillon su affido condiviso, mantenimento diretto e bigenitorialità”. È quanto denuncia Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil nazionale.

“Il Ddl Pillon – sostiene la dirigente sindacale – usa la bigenitorialità per sovvertire alcuni principi cardini del diritto di famiglia, che tutelano donne e figli. Per questo ha visto insorgere anche il mondo dell’avvocatura, oltre quello delle associazioni femminili e dei centri che si occupano di affido, di benessere dei bambini e di violenza domestica”.

Taddei prosegue sottolineando che “la decisione di imporre, a pagamento, la mediazione familiare nei casi di separazioni con minori, non solo farebbe crescere i costi, ma soprattutto sarebbe un danno incalcolabile nei casi di separazione a causa di violenze domestiche, poiché si costringerebbe la vittima a negoziare con il suo aguzzino. Cosa – specifica – in netto contrasto con la Convenzione di Istanbul, che stabilisce che l’affidamento e la frequentazione non debbano compromettere i diritti e la sicurezza della vittima e dei bambini, che diverranno invece sempre più oggetto di contesa”. Tale previsione del Ddl “renderà per molte donne impraticabile la richiesta di separazione, anche perché nel testo donne e uomini vengono equiparati: il che è paradossale in un Paese come il nostro, dove la forbice economica, occupazionale e di reddito si allarga sempre di più a netto sfavore delle prime”.

“La Cgil – aggiunge in conclusione Taddei – si opporrà con forza a questo disegno di legge, e sarà presente in tutte le iniziative che le associazioni femminili e femministe realizzeranno nelle prossime settimane nel Paese”.

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