Area riservata

Entro la legislatura la legge sull’Invecchiamento Attivo

Scritto da
5 ottobre 2016
legge-inve-att

Prosegue a passo spedito l’iter legislativo della legge 3538per favorire l’invecchiamento attivo della popolazione attraverso l’impiego delle persone anziane in attività di utilità sociale e iniziative di formazione permanente” che potrebbe concludere il suo percorso nei prossimi mesi ed essere varata entro la legislatura. Lo ha sottolineato questa mattina a Roma l’on. Edoardo Patriarca, primo firmatario della legge, intervenendo al convegno organizzato a Montecitorio dalle associazioni Auser, Anteas e Ada che hanno riempito con circa 200 partecipanti la Sala della Regina. “Associazioni che promuovono in Italia migliaia di  anziani attivi e solidali  – ha evidenziato Adriano Musi presidente Ada –   che hanno dato un forte contributo nell’elaborazione degli articoli della legge e spinto per la sua presentazione”.
“Per la prima volta il nostro Paese si doterà di una legge che rappresenta una sfida culturale per gli anziani di oggi e di domani  – ha sottolineato Sofia Rosso presidente nazionale Anteas aprendo i lavori  –  invecchiamento attivo come orizzonte di una società che  non ha paura degli anziani e che pensa senza timore a tutte le stagioni della vita”.
E’ certificato che l’Italia, insieme a Germania e Giappone, sia il paese più vecchio  del mondo, gli over 80 sono 5 milioni, i centenari sono 20mila “la demografia è una scienza esatta   – ha detto il prof. Roberto Bernabei di Italia Longeva –  e questi numeri sono impressionanti, purtroppo l’invecchiamento della popolazione nel nostro Paese  è da troppi anni che non interessa a nessuno. La legge è fondamentale per diffondere la cultura che la longevità non è una condanna, ma una opportunità. Tanti vecchi attivi potrebbero essere per l’Italia un importante pezzo di pil”.
La legge riconosce il ruolo attivo degli anziani e  il loro peso nella società, prevede il loro impegno in attività socialmente utili nei comuni e nei territori in cui vivono, a fronte di un riconoscimento simbolico con un “buono” da utilizzare in servizi o attività culturali.
“Il tema dell’invecchiamento della popolazione non ha colore politico ed è trasversale, riguarda tutti – ha concluso il presidente nazionale Auser Enzo Costa – La nostra società invecchia rapidamente, oggi il 20,7% ha più di 65 anni, il 30% degli over 65 vive da solo. Non si può girare la faccia da un’altra parte e accantonare la questione come si è fatto fino ad oggi. Stiamo parlando di persone uomini e donne che non sono una parte marginale della popolazione. Questa proposta di legge è un segnale importante, culturale ma anche concreto, Sarebbe importante – ha proseguito – se in ogni comune nascesse un’anagrafe delle persone anziane e dei loro bisogni, farli uscire di casa, stimolarne l’attività. Far rinascere i quartieri, sviluppare le reti di prossimità e l’inclusione sociale, non c’è malattia peggiore che la solitudine. Più si invecchia meglio più autosufficienti si rimane, più si risparmia sui costi sanitari”. “Siamo contrari al servizio civile degli anziani – ha concluso Costa – servono delle attività che durino nel tempo e che coinvolgano il mondo associativo. Ci auguriamo infine che la legge apra una strada di confronto sulla questione dei rimborsi spese ai volontari”.

Categorie articolo:
Notizie

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

MENU