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Cecina (LI), cento persone aiutate dal Buon Samaritano

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11 gennaio 2017
DOBLO' ISO AUSER CECINA

Una piccola squadra volontari e un furgone refrigerato con cui fanno il giro delle mense scolastiche. Così per mano dell’Auser di Cecina viene salvato tutto ciò che non è stato consumato dai bambini. Cibo che diventa una risorsa preziosa per chi non può permettersi un pasto caldo.
I percorsi del Buon Samaritano, dal nome della legge 155 del 2003, passano anche dagli scaffali dei supermercati dove si recuperano gli alimenti deperibili prossimi alla scadenza. Un tesoretto, a cui si aggiungono i venti pasti completi che la Serenissima Ristorazione, che gestisce l’appalto per le mense scolastiche cecinesi, si è impegnata a mettere a disposizione quotidianamente del Comune.
Dalle 13 alle 13,50 la squadra dei volontari si muove seguendo il calendario dei giorni in cui le mense sono aperte. La pesca in genere frutta una trentina di pasti completi al giorno, dal lunedì al venerdì. Quando la scuola chiude tutto si ferma. Ma non il bisogno di chi da questo piccolo esercito riceve un aiuto concreto. «Da ogni vaschetta di cibo si possono ricavare tre porzioni – spiega il presidente dell’Auser Giuseppe Bernardo –. E poi si devono aggiungere tanti yogurt o budini, tantissima frutta, kiwi, arance, mele, banane, e una gran quantità di pane». Che aggiunge: «Dobbiamo eseguire rigidi controlli qualitativi per garantire che non venga interrotta la catena del freddo. Per questo utilizziamo contenitori termici e il furgone ha la cella refrigerata». Quali sono i numeri?  Sono un centinaio le persone, tra cui molte famiglie con bambini, che si appoggiano al Buon samaritano. «Non sempre riusciamo a vincere la barriere».

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