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Bari. Generazione donna, nella Puglia che invecchia

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27 aprile 2016
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80 ragazze e ragazzi della Scuola media “Tommaso Fiore” di Bari e decine di giovani studenti invitati da altre scuole della città, hanno partecipato all’iniziativa organizzata, in occasione della prima Giornata nazionale della Salute della Donna lo scorso 21 aprile, dal Sindacato dei pensionati SPI Cgil Puglia, dalla Cgil Puglia e dall’Auser. “Generazione Donna: cura, cultura, diritti, formazione nella Puglia che invecchia” è il titolo dell’incontro che si è tenuto alle ore 9 a Bari nei locali della Scuola Media “Tommaso Fiore”. E’ intervenuto per le conclusioni, la Segretaria della Cgil nazionale Vera Lamonica. In apertura il recital “Un viaggio nella vecchiaia a 50 anni – stereotipi di genere, quando la cultura fa la differenza”, a cura del Coordinamento donne SPI Cgil Bari. E’ seguito il dibattito coordinato da Antonella Morga, Segretaria confederale Cgil Puglia, con la relazione di Filomena Principale, Segretaria regionale SPI Cgil Puglia, e le comunicazioni di: Luana Gualtieri, Presidente provinciale dell’associazione Donne Medico Lecce (intervento su “Consultori e medicina di genere”), Licia Positò, Dirigente scolastica (“Conoscenza è partecipazione”), Maria Giaquinto, attrice Slc Puglia (“La cultura e i diritti”), Lucia Scarafile, Presidente Auser Puglia (“Prendersi cura…sempre”).

“I 50 anni per una donna rappresentano un confine, – spiegano gli organizzatori – una sorta di muro da valicare tra giovinezza e inizio della seconda età. Un confine, oggi, pieno di limiti e spesso di veri e propri ostacoli che incidono pericolosamente su quel benessere tanto desiderato”. “In Puglia, –continuano– la cura e la prevenzione, per la donna, è spesso relegata a pochi screening specifici, come i controlli su seno e utero. I tagli che il Servizio Sanitario Pubblico sta subendo, mettono in discussione, non solo le prestazioni ma anche i luoghi ove accogliere e prendere in carico una serie di condizioni sanitarie e psicologiche, legate al cambiamento fisico di questa età. Innanzi tutto i Consultori, fortemente ridimensionati, che hanno abdicato al ruolo multidisciplinare, voluto da decenni di battaglie femminili, e hanno ormai una funzione limitata quando non del tutto cancellata dai vari piani di riorganizzazione sanitari”.

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