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Ancora violenze agli anziani nelle case di riposo. Le proposte di Auser: telecamere, più volontariato e l’istituzione del Garante della Fragilità

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5 aprile 2016
maltrattamenti_anziani

Dopo gli orrori della casa di riposo di Parma, con gli anziani non autosufficienti costretti a subire violenze e maltrattamenti di ogni sorta, ora tocca ad una casa protetta di  Rimini come racconta un giornale locale, dove grazie alla denuncia di un dipendente sono emerse agghiaccianti angherie ai danni di chi non ha più voce, di chi non può difendersi. A quando e dove il prossimo caso? Quante notizie di questo genere dovremmo ancora leggere?

L’Auser – l’associazione per l’invecchiamento attivo- è da tempo in prima linea per sottolineare alle istituzioni la necessità di porre fine a questa sequenza di crimini.

“Non dobbiamo fermarci allo sdegno del singolo atto – sottolinea il presidente dell’Auser Enzo Costa-  ma dobbiamo cercare di capire come si possono contrastare ed evitare questi fenomeni di violenza verso persone che si trovano in condizioni di fragilità. Come Auser ci sentiamo di avanzare alcune proposte concrete. Viviamo in un Paese cosiddetto civile, ma quanto accade ormai con una frequenza impressionante nel chiuso di molte strutture ci dovrebbe far vergognare”

Le proposte:

Introduzione di telecamere come deterrente; una legge che introduca un’aggravante consistente per i reati commessi nelle strutture assistenziali  “un disegno di legge presentato dal Ministro Lorenzin in senato che prevede un aumento di un terzo della pena per chi commette questi atti all’interno delle strutture socio sanitarie, è fermo  da oltre tre anni” prosegue Costa.

La presenza costante e strutturata del volontariato è un’altra delle proposte avanzate da Auser:

“le strutture sia pubbliche che private devono aprirsi al volontariato attraverso delle convenzioni, questo aiuterebbe a migliorare i servizi alle persone e garantirebbe più trasparenza”.

L’Auser propone inoltre di istituire un Albo nazionale del personale professionalizzato e certificato che opera nelle strutture ed il Garante della Fragilità con competenze su anziani, bambini, disabili.

Più domiciliarità

“Occorre – conclude Costa- investire di più nei servizi di aiuto e sostegno alle famiglie che scelgono di assistere un proprio caro a casa.  E’ indubbio che invecchiare a casa propria, fra i ricordi di una vita, è la soluzione più auspicabile, ma le famiglie non devono essere lasciate da sole come purtroppo oggi accade. La domiciliarità è una sfida di civiltà  che chiama in causa tanti soggetti, noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

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Comments

  • Apprezzo le vostre iniziative e spero che trovino ascolto presso i politici perchè le case di riposo e anche gli asili vengano monitorati e sporvegliati.

    Maria Amato Campanile 7 aprile 2016 10:10 Rispondi

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