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LIBERATELE! Anche l?Auser si unisce all?appello internazionale per chiedere la liberazione delle studentesse nigeriane

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15 maggio 2014

L’Osservatorio Pari Opportunità di  Auser Nazionale esprime preoccupazione per la sorte delle 200  ragazze nigeriane rapite lo scorso 15 aprile e si unisce all?appello che sta facendo il giro del mondo per chiedere l?immediato rilascio delle studentesse e  che  i responsabili di questo attacco siano portati davanti alla giustizia.  Il governo nigeriano deve garantire che tutti i bambini e le bambine abbiano accesso diritto all’educazione in sicurezza, proteggendo e garantendo i diritti umani a tutti senza discriminazioni.

Chi volesse aderire all’appello su Twitter, può farlo usando l’hashtag #BringBackOurGirls.

Le  studentesse, la maggior parte tra i 16 ed i 18 anni, sono state rapite dalla scuola statale femminile secondaria a Chibok, nel nord-est della Nigeria, dal gruppo armato islamista Boko Haram. In un video reso noto il 5 maggio dal gruppo armato è stato annunciato che le ragazze saranno ?vendute al mercato in nome di Allah? come schiave o spose.  Un paio di giorni fa Boko Haram ha diffuso un nuovo video che mostra le giovani raccolte in preghiera, coperte da un velo lungo fino ai piedi mentre recitano il primo capitolo del Corano: ?Lode ad Allah, signore del mondo?.

L?Osservatorio Pari Opportunità di Auser Nazionale, sottolinea inoltre che ?sarebbe necessaria una riflessione  sui nostri ragazzi italiani tra i quali da tempo è in atto la tendenza di guardare la scuola con sufficienza; per la maggioranza di loro l?idea è di sentire come ingombrante il sapere, preferendo il mondo dello sballo e del divertimento, il disimpegno come sistema e la conoscenza come un inutile bisogno. Servirebbe invece ? prosegue-  una riflessione sui giovani che in giro per il mondo sono disposti a morire per imparare, per andare a scuola, per poter acquisire quel sapere che per molti giovani dalla Nigeria al Sudan, alla Siria, significa acquisire un?opportunità importante di riscatto sociale e culturale, ma anche per arrivare a conquistare la libertà.?

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