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La scelta di Auser di dare valore alle donne, finalmente legittimate a governare l’associazione

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21 aprile 2015
donne

Dichiarazione di Vilma Nicolini, responsabile dell’Osservatorio Pari Opportunità di Auser nazionale

L’Osservatorio Pari Opportunità dell’Auser Nazionale ha mosso i primi passi dopo il congresso del dicembre 2008 con l’introduzione della “Norma antidiscriminatoria” (Art. 40 Statuto), che prevedeva che i due generi, negli organismi dirigenti e nella distribuzione degli incarichi, non fossero rappresentati al di sotto del 40%. Il suo cammino non si è più arrestato.

Grazie alla determinazione ed all’impegno costante delle donne dirigenti e grazie alla sensibilità di larghissima parte delle delegate e dei delegati, nella Conferenza d’Organizzazione del 16 e 17 aprile scorso a Roma, con l’approvazione a maggioranza della Delibera n°3: “Norma per le pari opportunità e politiche di genere”, (…nelle Presidenze: nazionale, regionali e territoriali le figure di Presidente e Vice Presidente dovranno essere rappresentate nell’alternanza di genere: uomo-donna…)

Auser dimostra come sia possibile dare valore alle donne affidando loro ruoli paritetici di responsabilità nella gestione dell’associazione.

Possiamo finalmente smettere di fare come gli uomini, cercando di imitarli. Non abbiamo più bisogno di nascondere la nostra femminilità e le nostre emozioni, rinunciando o nascondendo i nostri impegni familiari o affettivi.

Abbiamo ancora molta strada da fare, ma difficilmente l’avanzata in corso si fermerà, consegnando all’Auser una generazione di donne pronte a dirigere, dimostrando che non c’è più incompatibilità tra funzioni dirigenziali e funzioni affettive.

Non abbiamo più bisogno di scegliere o camuffarci per essere credibili e legittimate.

La nostra diversità è stata riconosciuta come un valore, insieme alle competenze ed alla sensibilità che il mondo femminile ha sviluppato diffusamente nella sua storia recente, quando, con l’arrivo della contraccezione (a metà degli anni 60), la donna è stata emancipata dal suo unico destino di “madre”.

I dati che il carico del “lavoro di cura” ha ancora sulle spalle delle donne – molte di noi sono la generazione sandwich – sono tuttora sconfortanti, ma la conquista è inarrestabile, grazie soprattutto alla nostra grande abilità organizzativa nel conciliare vita familiare e vita sociale.

L’approvazione della “Norma P.O. e politiche di genere”, la cui mancata applicazione viene considerata una violazione statutaria a tutti i livelli, è una conquista di tutte le donne dell’Auser, che rappresentano circa la metà dei soci (51,46%) e dei volontari (48,46%).

Abbiamo messo in discussione valori e modelli dominanti, ma dobbiamo ancora superare i pregiudizi per diffondere, anche all’esterno, una cultura di diritti e reciproco rispetto nel riconoscimento dei generi.

Buon proseguimento di cammino a tutte a tutti!

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