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La morte annunciata di Ester

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23 giugno 2017
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Dichiarazione dell’Osservatorio Pari Opportunità e Politiche di Genere Auser

“Basta! È ora di cambiare passo”

Il 21 giugno, nel Teramano, Ester Pasqualoni, oncologa di 53 anni, è stata l’ennesima vittima inascoltata di una strage di donne che non sembra avere fine. Lascia due figli di 14 e 16 anni, invisibili vittime “collaterali”. Ester è stata uccisa nel parcheggio alla fine del suo turno in ospedale dallo stalker che la tormentava da anni. Lo aveva già denunciato due volte, ma entrambe le querele sono stata archiviate, anche se abbiamo una legge sullo stalking, che tuttavia non ha convinto gli investigatori ad intervenire per tutelare l’incolumità di una donna che si sentiva minacciata.

Quante altre donne ci sono in pericolo, inascoltate, magari rimandate a casa con qualche buona parola?

Non ci consola apprendere che probabilmente il presunto omicida si sia suicidato, e non ci tranquillizza affatto la dichiarazione del capo della polizia Franco Gabrielli che ha definito «una grande sconfitta» la vicenda, aggiungendo che «questi comportamenti hanno una gamma di modalità che può portare a situazioni tragiche, ma non possiamo incarcerare tutti gli stalker», anche se ha esortato alla prevenzione «soprattutto di natura culturale»

Ci chiediamo sgomente: che cosa dobbiamo fare per avere la giusta attenzione? Per essere ascoltate?

Cerchiamo di convincere le donne che si rivolgono ai nostri centri a denunciare, ma a che serve se non sono adeguatamente tutelate?

Ester è morta, come tante donne prima di lei  e come tante altre volte, la sua è stata una tragedia annunciata.

E’ ora di cambiare passo! La violenza di genere non è un affare solo “femminile”. E’ una questione di democrazia negata che si combatte con trasformazioni culturali ed ampiamente condivise, capaci di diffondere l’affermazione della legalità, dei diritti, delle libertà e del reciproco rispetto tra i generi.

Oggi più che mai, dobbiamo avere la capacità di diventare un’immagine sociale e politica e di rivendicare il diritto di essere DONNE, nella diversità dei nostri modi di essere: sposate, conviventi, sole ma accompagnate, sole e con tante amiche, sole e con uno o più amici.

Serve investire sulle donne e sulla solidarietà tra donne per costruire un’Italia migliore.

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