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17 maggio 2014 ?Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia?

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16 maggio 2014
Osservatorio Pari Opportunità dell?Auser: Italia un Paese che discrimina,

 fra gli ultimi in classifica in Europa



Dal 2007, il 17 maggio di ogni anno si celebra la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, quale momento di riflessioni e azioni per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all?orientamento sessuale.



Il 17 maggio è stato scelto perché è la ricorrenza dalla rimozione dell?omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità, avvenuta nel 1990.



Da allora, da quando l?orientamento omosessuale è considerato non più una malattia o un difetto ma una caratteristica individuale, i tempi sono progressivamente maturati per un riconoscimento dei diritti discendenti da tale caratteristica:  il diritto di essere se stessi, cioè di non subire pregiudizi in virtù dell?essere gay o dell?essere lesbica; il diritto di esprimere se stessi, cioè di dichiararsi e di marciare orgogliosamente per celebrare ciò che si è (Gay Pride); il diritto di vivere liberamente la propria condizione di coppia, sancito dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 138/2010, e dunque di mostrarsi nella sfera pubblica così come in quella privata; il diritto, infine, a non essere discriminati in virtù del proprio orientamento omosessuale. Questi non sono diritti speciali, sono invece diritti di cui le persone eterosessuali già godono e che per costoro sono quindi del tutto scontati.



L?Italia è tra i Paesi con il più alto tasso di discriminazione in Europa in termini di politiche dei diritti Lgbt. A sostenerlo è Europe Annual Review 2013, l?ultimo studio dell?associazione Ilga Europe, che su 49 Paesi presi in analisi riserva all?Italia il 36° posto nel panorama europeo, con una percentuale di protezione dei diritti delle persone gay lesbiche bisessuali e transessuali pari al 19%. Siamo sotto all?Albania (38%, al 16° posto) e al Montenegro (27%, al 27° posto).  La classifica misura la tolleranza dei Paesi combinando variabili che rientrano in sei categorie: eguaglianza, famiglia, leggi contro i reati a sfondo omofobico, libertà di espressione ed associazione, diritto di asilo. Ma se nei fatti il Paese fatica a cambiare, è l?opinione pubblica che sembra muoversi più rapidamente. L?ultima ricerca del Pew Research Center ( The Global Divide on Homosexuality) ha chiesto attraverso un sondaggio in 39 paesi del mondo quanto l?omosessualità debba essere accettata e l?Italia, sebbene non appaia tra i paesi più accoglienti, è quello in cui il  tasso di tolleranza cresce più rapidamente tra i nove analizzati in Europa.



Quindi se si guarda al continente europeo e a quello americano, ci si rende conto che la storia va verso un pieno riconoscimento dei diritti, senza compromessi, in tutti i Paesi democratici.
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