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Un vademecum per l’intercultura: da presentare e diffondere

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6 dicembre 2019
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Manuela Carloni, Presidente Auser Marche
Quando Auser nel progetto Insieme si può ha indicato le Auser delle Marche per sviluppare le tante nostre buone pratiche di accoglienza delle persone straniere, individuando anche la possibilità di azioni formative per metterle a disposizione di tutta la rete, abbiamo cercato di capire quali fossero i tratti importanti che le caratterizzavano.

E’ così che abbiamo ragionato come il filo rosso che le unisce tutte siano la conoscenza, l’istruzione e l’educazione civica intrinseche in ogni progetto, la possibilità di quell’apprendimento permanente che sempre di più è strumento di cittadinanza, di tutti.

Perché senza l’opportunità di apprendere la nostra lingua, le regole del vivere insieme, le usanze, la storia,… non si può neanche raccontarsi e avviare quello scambio necessario per una conoscenza reciproca… e per superare le paure e i timori che nascono sempre dall’impatto di ciò che è “diverso da me”, ancora di più quando una certa narrazione, per soli fini propagandistici, li esasperano.

Perché senza la possibilità di incontrarsi mentre ci si occupa insieme del verde della città o di un orto sociale, o si impara a cucire un turbante, o si cuciono e si vestono le bigotte, o si cucina e si condividono le ricette del proprio paese… non ci si può conoscere davvero.

Queste azioni, che sembrano così semplici, per Auser sono la norma in tanti nostri circoli. Con quel pizzico di pazzia, ma anche di tranquilla saggezza che acquisisci di solito ad una certa età o che comunque ti contagia non appena entri nel mondo del volontariato e del terzo settore.

Con l’apertura del cuore e della mente con cui i nostri circoli hanno accettato in maniera semplice e naturale, senza tentennamenti, senza remore la proposta del Prefetto di Pesaro per accogliere i richiedenti asilo nelle nostre squadre di Volentieri Volontari che si occupano di tenere bella e accogliente la città. O la proposta della Sindaca di Ancona di mettere a disposizione le nostre sarte per insegnare a cucire turbanti della loro tradizione alle ragazze migranti in regime di protezione perché vittime di tratta. O la richiesta del GUS di Macerata di accogliere i migranti usciti dallo SPRAR per continuare il proprio percorso di autonomia, inserendoli negli orti sociali per apprendere a coltivare con la guida attenta dei nostri soci e ricambiando la cortesia dando una mano a tenere pulito dalle erbacce. O l’esigenza di tante donne e uomini stranieri, magari da anni nel nostro Paese, di apprendere la nostra lingua perché non hanno trovato l’opportunità di farlo, per carenza di strutture pubbliche o per difficoltà organizzative legate spesso a condizioni socio-economiche difficili. Cosicché La Fabbrica dei cittadini risponde oramai da dieci anni all’esigenza primaria di integrazione di tanti cittadini stranieri, tant’è che crescono ogni anno gli iscritti. E si sta ora prendendo in considerazione la possibilità che il CPIA di Ancona possa certificare il livello di acquisizione linguistica raggiunta.

Azioni di cura, come descrive magistralmente Vinicio Ongini, che aiutano non solo persone che sono da poco nel nostro paese, ma anche chi ci vive da tanto offrendo l’opportunità di sentirsi finalmente davvero parte della comunità.

Il diritto fondamentale all’istruzione e alla conoscenza rappresenta dunque la condizione fondamentale per un inserimento effettivo.

Ma non sempre questo diritto viene rispettato, riconosciuto o reso esigibile.

Di qui la parte del vademecum affidata alla competenza giuridica di Isetta Barsanti Mauceri.

Perché ogni cittadino, a partire dai nostri soci e volontari, abbia uno strumento semplice e completo per aiutare chi, straniero nel nostro paese, trova difficoltà ad usufruire del proprio diritto di istruzione, a partire dalle bambine e bambini, dalle ragazze e ragazzi, dalla scuola dell’infanzia all’università.

Con questo vademecum, che ripercorre anche la storia e le problematiche di più di trent’anni di educazione interculturale e raccoglie tutta la normativa italiana ed europea del diritto all’istruzione da parte delle persone migranti, ci auguriamo che le strutture Auser, e non solo, abbiano un ulteriore strumento di tutela verso chi si rivolge a noi per un aiuto.

Gli autori del vademecum danno tutta la loro disponibilità anche per eventuali iniziative che vogliano essere organizzate dalle Auser territoriali. Metteremo a disposizione al più presto il link con cui scaricare il testo.

 

INDICE

Enzo Costa – Prefazione

Fabrizio Dacrema – Introduzione

Vinicio Ongini – Il paesaggio multiculturale della scuola italiana e le esperienze di volontariato sociale

Isetta Barsanti Mauceri – Diritti educativi dei migranti: le norme per difenderli

Maria Teresa Marziali – Le buone pratiche Auser nelle Marche

Manuela Carloni – Postfazione

 

 

 

 

 

 

 

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