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Reti Auser Apprendimento Permanente: si comincia da coordinamenti e coordinatori

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7 novembre 2019
foto dacrema coordinamenti

di Fabrizio Dacrema,  responsabile nazionale Auser Cultura

La lettera di Enzo Costa segna l’avvio formale del processo di costruzione  delle Reti Auser per l’Apprendimento Permanente.
Non partiamo da zero, in tanti territori Università Popolari e Circoli Culturali sono già in relazione, collaborano e si sono dati forme di coordinamento.
Tuttavia il programma Auser Cultura, condiviso lo scorso 18 luglio con i responsabili regionali dell’area Apprendimento Permanente e approvato dall’Ufficio di Presidenza, prospetta un’azione sistemica tesa a dare una nuova forma organizzativa all’area di attività dell’Auser specializzata nell’apprendimento permanente.
Il modello della rete permette di coniugare l’autonomia delle Università Popolari e dei Circoli Culturali con il bisogno di collaborare per migliorare. Inoltre risponde all’esigenza di assicurare in tutti i territori le funzioni essenziali per le azioni di educazione degli adulti: informazione, accoglienza e accompagnamento, emersione delle competenze e orientamento, flessibilità e personalizzazione dei percorsi, certificazione e valorizzazione delle competenze.
Nessuna forma organizzativa però esiste in natura, per quanto flessibile e “a legame debole” ogni azione sistemica esige intenzionalità e governance. Per questo la lettera del Presidente Nazionale indica un punto di partenza preciso: costituire i Coordinamenti Territoriali e Regionali e individuare un Coordinatore Regionale che farà anche parte del Coordinamento Nazionale Auser Cultura.
Nulla di burocratico e gerachico, ma la necessità di attivare responsabilità e processi. Un punto di partenza per un processo che avrà successo se ogni soggetto delle reti che si costituiranno saprà cambiare il suo punto di vista. Lavorare in rete significa innanzi un tutto un cambio di sguardo per vedere oltre la propria esperienza, per quanto eccellente, e immaginare le nuove opportunità aperte dall’azione sinergica del gioco di squadra.
Ogni territorio sceglierà le forme e le modalità di più adatte al proprio contesto, ciò che conta è che la governance sia condivisa e partecipata. Nessuno può dare ordini, ma insieme possiamo condividere progetti e attività che riteniamo utili per migliorare e che non potremmo realizzare da soli.
Questo, di solito, riesce se la costruzione delle reti segue criteri di sussidiarietà, se decisioni e risorse sono il più possibile collocate nelle realtà più vicine a chi fruisce il servizio – alle persone in apprendimento nel caso di Auser Cultura – considerando le reti regionali e nazionale come serventi delle reti territoriali delle Università Popolari e dei Circoli Culturali.
Una governance multilivello per un’azione coordinata di Auser Cultura basata sulle istanze dei territori e capace di valorizzare tutti i diversi soggetti costitutivi delle reti assicurando una composizione pluri-attore dei coordinamenti. Un altro fattore di successo della governance delle reti è rappresentato dalla partecipazione attiva della pluralità dei soggetti che in essa agiscono: nei coordinamenti devono avere rappresentanza Università Popolari, Circoli Culturali e tutti i soggetti contribuiscono alle azioni di apprendimento permanente.
Non sarà un processo breve e nemmeno facile, individualismi e solipsismi sono sempre in agguato e potranno essere superati solo se sarà sempre chiaro il valore aggiunto portato dall’essere in rete, l’utilità del gioco di squadra.
Per questo conviene cominciare subito, costituire i coordinamenti e individuare i coordinatori, analizzare punti di forza e di debolezza delle azioni territoriali, elaborare piani di miglioramento condivisi.
A lavorare in rete si impara, il confronto e lo scambio nei coordinamenti ai vari livelli è il modo migliore per allenarsi.  
 

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