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Perché nasce Auser Cultura

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7 novembre 2019
foto enzo e testata

di Enzo Costa, Presidente Nazionale Auser

L’idea di educazione permanente prende forma nel 1972 con l’Unesco attraverso un rapporto “Learning to Be” che descrive un istruzione che accompagna la persona per tutto l’arco della vita.
Nel 2000 la conferenza di Lisbona si pone l’obiettivo di adattare l’istruzione ai bisogni dei cittadini.
Nel 2001 si inizia a parlare di Life Long Learning, intendendo con questo tutte le attività avviate in qualsiasi momento della vita, tese a migliorare la conoscenza, la capacità e la competenza in una prospettiva personale, civica, sociale ed occupazionale.
Il Life Long Learning diventa lo strumento per affrontare una complessa epoca di cambiamenti, per superare le barriere ancora esistenti tra educazione formale, non formale ed informale, per promuovere la realizzazione dell’individuo sia a livello individuale che sociale.
La formazione permanente è quindi una strategia che interessa una molteplicità di attori istituzionali e sociali, il suo obiettivo prioritario è di assicurare l’inclusione sociale, in questo contesto apprendere da adulti diventa non più una scelta, ma una necessità.
A differenza del tradizionale modo di apprendere l’individuo da adulto è responsabile in toto di ciò che apprende, del modo in cui apprende e della situazione e del luogo in cui sceglie liberamente di realizzare il proprio apprendimento.
L’apprendimento non formale è un’attività educativa intrapresa al di fuori del sistema formale e perciò al di fuori della scuola, non rilascia alcun titolo o certificato, ed è rivolta a categorie di utenti che vivono la fase della vita post-lavorativa con un grande bisogno di socializzazione che si esalta con l’apprendimento.
Tale processo si inserisce in quella che oggi viene definita “società della conoscenza”, una società in cui apprendere è la condizione fondamentale per vivere al suo interno e stare al passo con i cambiamenti della nostra epoca (ad esempio le innovazioni tecnologiche). Emerge allora la necessità di far fronte a situazioni sempre nuove, di essere in grado di rispondere alla domanda, in continua trasformazione, della società, di tenersi sempre aggiornati sulle nuove esigenze, di sentirsi un incluso e non un escluso.
A questo proposito è da notare come sempre più adulti oggi intraprendano la sfida della cultura come possibilità per l’individuo di accrescere le proprie competenze, di riprogettarsi rispetto ad un ambito strettamente personale di accrescimento del sé. Questo è l’aspetto centrale innovativo del Life Long Learning, non solo apprendimento come necessità e risposta a un mondo che continuamente cambia, ma anche apprendimento come motivazione personale e auto-apprendimento che responsabilizza l’individuo e lo pone come figura principale del proprio processo di apprendimento.
L’apprendimento permanente è diventato un elemento centrale delle politiche europee,  trasversale a tutti i momenti della vita “inizia con la scuola e prosegue dopo la pensione”, mira ai cinque obiettivi di: autorealizzazione, occupabilità, adattabilità professionale, cittadinanza attiva e inclusione sociale.
L’Auser con la rete “AuserCultura” rilancia le politiche dell’apprendimento permanente e pone in evidenza la domanda di formazione che viene dagli adulti.
Sono 229.058 le persone coinvolte in un anno, la stragrande maggioranza ha più di 65 anni, dalle Università Popolari e dai Circoli Culturali che Auser organizza, attraverso 2.809 corsi e 4.571 conferenze.
È tempo di mettere a sistema questa domanda costruendo una grande rete nazionale che dialoga, si scambia esperienze, si integra, si completa e si impone come un esempio concreto di un’attività che migliora la qualità della vita delle persone e entra di diritto nelle reti formative territoriali previste dalla legge 92/2012.

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