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L’Università popolare della Libera Età di Rende

Scritto da
11 febbraio 2020
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di Elena Hoo, Presidente Università Popolare della Libera Età di Rende

Più spazio alla nuova impostazione dell’offerta formativa del nuovo anno, che oltre all’idea di un arricchimento delle conoscenze e competenze individuali, intende aprire nuovi orizzonti e creare l’opportunità di espandersi come comunità consapevole di se stessa e di se stessa in relazione al mondo.

E’ questo il nuovo programma dell’Università Popolare della Libera Età presentato a Rende (Cosenza) alla presenza di Fabrizio Dacrema, responsabile nazionale della nuova area Auser Cultura, del Sindaco della città Marcello Manna, della presidente del circolo locale Auser Elena Hoo e del presidente Auser Calabria Franco Mungari. Un dibattito senza rete, favorito dalla conduzione del giornalista di TV2000 Saverio Simonelli.

Un traguardo importante per il Circolo Auser di Rende che, dopo solo quattro anni dalla sua nascita, registra un continuo aumento delle iscrizioni; un successo grazie alla qualità delle diverse attività offerte dall’Università Popolare e alla costanza, nonché alla passione, di tutti i volontari che gratuitamente, condividono saperi, tempo e risorse. La grande folla che ha riempito il Museo del Presente di Rende, dove si è svolta l’iniziativa, è una testimonianza concreta di come si possa vivere la comunità in modo alternativo agli egoismi dei tempi moderni.

Questo è il filo rosso che unisce corsi e laboratori rivolti alle diverse aree tematiche sia nel campo della letteratura, della storia, del benessere del corpo e della mente sia nel fare operativo dei diversi laboratori, così come negli spazi di riflessione mirata su temi sensibili per la qualità della vita collettiva e dello sviluppo, come quello dalla sostenibilità ambientale, del consumo consapevole, della partecipazione e della cittadinanza attiva. Sempre in primo piano, la particolare attenzione rivolta al rafforzamento del senso di comunità per contrastare la solitudine delle persone ma anche la deriva individualista e il continuo logoramento dei legami sociali. La nuova sede, concessa in comodato dall’Amministrazione Comunale di Rende, diventa così sempre più, oltre che luogo dove continuare a conoscere, anche luogo di riferimento per l’evoluzione della comunità.

Un percorso in perfetta sintonia con il programma Auser nazionale, come ha sottolineato Fabrizio Dacrema, che è fortemente incentrato a potenziare l’apprendimento permanente su tutto il territorio, non solo per le persone che hanno già una base culturale solida e che devono restare attive rispetto ai cambiamenti e alle relazioni con gli altri, ma anche per guardare oltre l’analfabetismo funzionale di ritorno che priva molte persone delle competenze necessarie per affrontare la complessità della vita. Oggi purtroppo in Italia si registra il maggior numero di analfabeti funzionali di ritorno rispetto a tutti gli altri paesi europei e occuparsi di apprendimento permanente, quindi, significa accrescere i livelli di competenza dei cittadini e far crescere la democrazia.  Questo è ancor più necessario in una regione così problematica  come la Calabria che ha una concentrazione molto elevata di analfabeti di ritorno pur spendendo centinaia di milioni di euro per la formazione e dove ancora il diritto all’apprendimento permanente degli adulti non è stato riconosciuto a causa del mancato recepimento della legge nazionale.

Una sfida, accolta pienamente dal Sindaco Manna che ha tratteggiato i percorsi di sviluppo della città che prevedranno un coinvolgimento attivo dei cittadini: dagli interventi per sostenere il disagio sociale, ai beni comuni e al progetto per la città del futuro. Il dibattito infatti, ha sollecitato diverse riflessioni anche sul rapporto tra l’Auser, il terzo settore più in generale, e l’amministrazione pubblica: un rapporto di affiancamento destinato a coprogettare per realizzare obiettivi sociali che altrimenti sarebbero irraggiungibili. La cittadinanza attiva può far crescere anche la politica, perché porta con sé la conoscenza dei problemi e le competenze per cambiare il mondo, ma anche l’essere solidali e l’associarsi per avere la forza di cambiarlo.

In questo senso l’Auser di Rende può essere un laboratorio civico e quindi un’esperienza pilota.

                                                                                                                                                        

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