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Libertà è partecipazione

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6 dicembre 2019
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di Fabrizio Dacrema, responsabile nazionale Auser Cultura


Libertà è partecipazione. L’adulto al centro: partecipare per formarsi”
  è l’indovinato titolo di un Seminario Epale (la piattaforma europea per l’apprendimento degli adulti) che si è tenuto a Genova il 14-16 novembre 2019 è stato progettato anche con la collaborazione con il Forum del Terzo Settore.

I lavori del seminario  si sono sviluppati lungo due assi: la partecipazione educativa come innovazione metodologica e come spazio per la costruzione di reti territoriali integrate per l’apprendimento permanente. Due prospettive distinte ma accomunate dall’esigenza di mettere al centro il diritto della persona ad apprendere lungo tutto l’arco della vita.

I metodi partecipativi e di attivazione dei soggetti in formazione superano non solo le modalità trasmissive rigide e autoreferenziali, ancora così diffuse, ma vanno oltre anche la più avanzata sequenza “rilevazione dei fabbisogni/progettazione flessibile” per prospettare nell’educazione degli adulti modalità di co-progettazione dei percorsi di apprendimento.

La partecipazione attiva delle forze sociali e dei soggetti del Terzo Settore è anche la via per costruire insieme alle istituzioni locali reti territoriali integrate capaci di garantire a ogni cittadino il diritto all’apprendimento permanente. Secondo la legge di riforma del Terzo Settore la co-progettazione territoriale è la modalità per la costruzione condivisa delle politiche sociali. Ciò vale a maggior ragione per le politiche del welfare educativo dove la sfida è intercettare e coinvolgere la cosiddetta domanda silente cioè i milioni di analfabeti funzionali che tendono ad autoesludersi dall’accesso alla formazione.

Nell’intervento conclusivo in rappresentanza del Forum Nazionale del Terzo Settore e nel corso dei lavori del Seminario ho avuto modo di evidenziare il ruolo specifico e insostituibile svolto dall’offerta formativa non formale per la sua capacità di raggiungere le persone a rischio di esclusione e di coinvolgerle nei percorsi di apprendimento attraverso la socializzazione, le metodologie educative interattive, la flessibilità dell’offerta formativa e l’integrazione tra prestazioni sociali e offerta culturale. Attraverso la costruzione delle Reti Territoriali previste dalle norme vigenti i soggetti formativi del Terzo Settore devono poter partecipare attivamente insieme alle istituzioni pubbliche alla progettazione, organizzazione e realizzazione degli interventi di apprendimento permanente.

Il Seminario si è sviluppato attraverso la sperimentazione di tre metodologie di apprendimento innovative:
World Cafè

Il Word Cafè è un processo di conversazione strutturato per la condivisione delle conoscenze in cui gruppi di persone discutono un argomento su più tavoli, con gli individui che cambiano periodicamente i tavoli e vengono introdotti alla discussione precedente al loro nuovo tavolo da un “ospite del tavolo”.

La tecnica si basa sulla realizzazione di una discussione circolare, ovvero che si arricchisce e si completa via via che i partecipanti “ruotano” da un tavolo di discussione tematica al successivo, aggiungendo ed integrando i contributi forniti in precedenza da altri partecipanti.
Questa metodologia permette di dar vita a conversazioni informali, vivaci e costruttive su questioni importanti e concrete che possono riguardare la vita di un’organizzazione o di una comunità locale. L’incrocio di diverse conversazioni invita ad arricchire le idee e apre a nuovi punti di vista.

Open Space Technology

L’Open Space Technology è una agorà di discussione destrutturata su un tema di interesse comune. La scelta del tema conduttore è cruciale, perché al tema è affidato il compito di focalizzare la discussione e stimolare la partecipazione del gruppo.
Successivamente sono i partecipanti a scegliere gli aspetti da approfondire e a formare piccoli gruppi nel “mercato delle idee”, tavoli autogestiti all’interno dei quali proporre soluzioni attraverso una discussione informale.

È presente un facilitatore che aiuta a definire tempi, spazi, temi e obiettivi. Alla fine ciascun tavolo produce un documento riassuntivo di tutte le proposte/progetti elaborati per condividere i risultati della discussione.

Bar Camp

È una “non conferenza” in cui i contenuti sono proposti dai partecipanti stessi. Non si tratta quindi, di una conferenza come la si intende normalmente e cioe’ un evento organizzato prima del suo svolgimento, bensi’ il tema emerge dalle stesse persone che vi partecipano e che hanno qualcosa da condividere o il desiderio di imparare in un ambiente “aperto” libero, non prefigurato e senza format.

Lo spirito è collaborativo, chiunque può “salire in cattedra” con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati all’innovazione e al cambiamento, in questo caso, dell’educazione degli adulti.

 

 

 

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