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07.05.2013

Violenza sulle donne: non possiamo più attendere!

“Trovare subito le risorse per affrontare questa emergenza”

Dichiarazione dell’ Osservatorio Pari Opportunità di  Auser Nazionale

Lo stiamo dicendo da tanto, troppo tempo: ma siamo rimaste inascoltate!
La violenza sulle donne è diventata un’emergenza  pressante ed improrogabile per il nostro Paese.
E non parliamo solo del femminicidio che è l’espressione  più efferata della sopraffazione da parte degli uomini sulle donne.
Violenza sono anche le minacce di morte e le anonime offese sessiste comparse sul web contro Laura Boldrini,  Presidente della Camera.
Violenza sono anche gli insulti e le ingiurie rivolte alla Ministra Cecile Kyenge per il colore della sua pelle.
Violenza sono anche tutte le discriminazioni di cui le donne sono ancora fatte oggetto in Italia,  così numerose e così gravi in tutti gli ambiti, per cui non può sfuggire il nesso fra queste e il fenomeno della violenza.

L'Osservatorio Pari Opportunità di Auser Nazionale, chiede alla politica ed a questo Governo di affrontare questa emergenza con misure concrete, urgenti e indifferibili, dichiarando ufficialmente che è lo Stato che deve farsi carico di un problema che non è privato, ma pubblico.
Occorre impegnare le risorse necessarie, che vengono normalmente trovate nei casi di disastri o di catastrofi naturali, e che devono essere investite sia per il contrasto e la  protezione delle vittime, con il sostegno permanente dei Centri Antiviolenza esistenti, sia per la pianificazione della prevenzione dal punto di vista culturale.

Occorre costruire una società diversa, basata sulla solidarietà tra generi e generazioni, in cui convivono differenze, eguaglianze, pari opportunità e che garantisca  una piena cittadinanza. La violenza contro le donne non è un affare “femminile”,  né uno slogan pre-elettorale: è una questione di democrazia negata che si combatte con trasformazioni culturali, capaci di diffondere l’affermazione della legalità, dei diritti, delle libertà e del reciproco riconoscimento dei generi, con la promozione di un’educazione alla parità  sin dalla scuola primaria e con un continuo scambio intergenerazionale.
Non possiamo più attendere!


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